Alberto Peola Arte Contemporanea

La galleria Alberto Peola presenta Memorie private, la seconda personale dell’artista Simone Mussat Sartor (Torino, 1972).

L’oggetto

Un ciclo fotografico intitolato Private Memories, composto da venti abbinamenti di tre istantanee – più uno di quattro – tutte realizzate utilizzando, a seconda dei casi, una Kodak Instamatic, una Polaroid 600 o una Polaroid Spectra.
Le immagini del lavoro, realizzate nel corso di un arco temporale di due anni, sono esemplari unici scelti fra una serie di scatti analoghi e hanno come invariabili soggetti protagonisti Nina, Zoe e Phoebe – 17, 10 e 7 anni, oggi – le figlie dell’autore.

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Durata
15 marzo - 18 maggio 2019
Orario
Martedì - Sabato (15:00 - 19:00)
Mattino su appuntamento

La galleria Alberto Peola presenta la terza personale di Lala Meredith-Vula, con una selezione dei lavori della serie Haystacks (1989-ongoing) esposti a dOCUMENTA14. 


«L’opportunità di scegliere alcune immagini dal ciclo Haystacks di Lala Meredith-Vula, iniziato nel 1989 e tuttora in corso, giunge nel momento in cui l’artista compie una sorta di bilancio della sua opera. Nel tempo, ha accumulato un vasto repertorio di fotografie, sia diapositive di celluloide che immagini in formato digitale, alcune delle quali in attesa di essere scansionate, altre mai stampate.

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3 novembre 2018 - 28 febbraio 2019

a cura di Francesca Simondi

La galleria Alberto Peola presenta Nistru-Confines, la seconda personale dell’artista moldava Victoria Stoian (Chișinău - Moldavia, 1987).

Immaginate per un istante di essere lontani dalla vostra terra e dalle vostre memorie più intime. Quali e quanti colori scegliereste per dipingere l’immagine interiorizzata di quel luogo, di quel ricordo? Con quanta passionalità, delicatezza o istintualità affrontereste la tela con il pennello?

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21 settembre - 25 ottobre 2018

Nell'ambito della prima edizione di Fo.To. Fotografi a Torino la galleria Alberto Peola presenta la mostra collettiva E il giardino creò l’uomo.

E IL GIARDINO CREÒ L’UOMO
testo di Francesca Simondi

Il titolo della mostra è la citazione del saggio E il giardino creò l’uomo di Jorn de Précy, filosofo giardiniere, personaggio letterario creato dallo storico dei giardini Marco Martella. De Précy, vissuto tra Ottocento e Novecento, epoca segnata da una grande trasformazione industriale, urbanistica e sociale, nel 1912 pubblicò in Inghilterra The lost garden in cui racconta la bellezza e la spiritualità dei giardini, luoghi sacri dove la natura può crescere libera e incontaminata, veri e propri rifugi per l’anima.

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22 giugno - 24 luglio 2018

  • Hamzehian/Mortarotti

a cura di Stefano Riba

Nell'ambito della prima edizione di Fo.To. Fotografi a Torino, che apre il 3 maggio 2018, la galleria Alberto Peola presenta Most were silent, la personale di Anush Hamzehian e Vittorio Mortarotti.

Most were silent è la prima personale alla galleria Alberto Peola di Anush Hamzehian e Vittorio Mortarotti. I lavori della coppia, presente da anni sulla scena artistica internazionale, spiccano per l'originalità nell'utilizzo dei linguaggi dell'immagine documentaria (fotografia e video) e per l'attenzione verso le marginalità storiche, geografiche e sociali.

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4 maggio - 16 giugno 2018

a cura di Luca Beatrice

Quello della pittura, prima ancora che un mestiere, un’arte, è una disciplina. Un’esigenza quotidiana che impone riflessione, esercizio, metodo. Una pratica che si trasforma in urgenza. Diversamente da altri linguaggi, la pittura può vivere anche senza un particolare progetto perché al pensiero e alla teoria si vanno sommando l’istinto e il talento. L’uno non può funzionare senza l’altro e solo mettendoli insieme il meccanismo allora funziona. Ecco perché di pittori davvero interessanti e coraggiosi in giro se ne vedono pochi.

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2 marzo - 24 aprile 2018

a cura di Lea Mattarella

La mostra si chiama White noise, Rumore bianco come il romanzo di Don DeLillo pubblicato nel 1985. E il titolo è lo stesso della grande opera che ci accoglie nella prima sala della galleria Peola. Un Botto&Bruno, senza dubbio – loro hanno quel tocco, un modo di “costruire l’immagine come se dipingessimo” irripetibile e inconfondibile – ma nello stesso tempo un’opera inedita per loro, apparentemente diversa dalle precedenti. È come se avessero allargato il punto di vista e ciò che prima era in primo piano si è allontanato, moltiplicando le immagini. 

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4 novembre 2017 - 3 febbraio 2018

con un testo di Marco Enrico Giacomelli
 

Il fantasma della nostalgia

Ho conosciuto Gabriele Arruzzo nel 2003. Esponeva in una collettiva curata da Luca Beatrice e Guido Curto, intitolata Almeno 16 minuti (qualcosa di più dell’effimera celebrità profetizzata da Andy Warhol) e allestita alla Galleria Art & Arts, che ebbe vita assai breve. Lui presentava un’opera ispirata al trittico Three Studies for Figures at the Base of a Crucifixion (1944 ca.) e, avendo io discusso una tesi su Francis Bacon pochi anni prima, catturò la mia attenzione. Ne parlammo a lungo, in strada.

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22 settembre - 28 ottobre 2017